OCEANI IN FIAMME

OCEANI IN FIAMME

28/05/2024 Off Di Redazione

Convegno distrettuale Lions del 25 maggio 2024 al Museo del Mar Mediterraneo di Livorno.

L’Officer Distrettuale Gabriella Solari, ha organizzato come Responsabile del settore Lions per il Mare del Dipartimento Ambiente del Distretto Lions 108-La, un convegno sui temi del riscaldamento dei mari e dei cambiamenti climatici.Il Convegno si è svolto a Livorno, nei magnifici locali del Museo del Mar Mediterraneo situato all’interno di Villa Henderson, sabato 25 maggio 2025.Presenti oltre ai soci e presidenti Lions, Il Governatore Distrettuale Alberto Carradori e il Coordinatore Distrettuale del Dipartimento Ambiente Angelo d’Arcangeli.

Segue un report dell’OD Gabriella Solari.

I Lions del Dipartimento Ambiente, con la collaborazione di Marevivo una importante associazione nata per la difesa e la tutela del mare, hanno approfondito un tema difficile dei nostri tempi: il riscaldamento degli oceani e gli effetti che i cambiamenti producono sull’ambiente.

Molti i presenti, a cominciare dai cadetti dell’Accademia Navale, prossimi alla partenza sulla nave Vespucci, testimoni del messaggio di salvaguardia dei mari.

Allineati nelle prime file, sono stati un monito emotivo, insieme ai rappresentanti della Divisione Marittima della Guardia Costiera della Toscana, per ricordare quanto le attività della Marina Militare si prodigano per attuare tutte le norme che fino ad ora la nostra legislazione ha proposto, a difesa dei fondali e della fauna marina.

Proiettata nel grande schermo del Museo di Storia del Mar Mediterraneo, una balena con il corpo in parte emerso e in parte sotto la linea del mare, è stata la metafora con cui la Dott.ssa Franca Zanichelli, già Direttore del parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, moderatrice del convegno, ha definito la qualità della conoscenza ambientale che ciascuno di noi possiede.

Riusciamo a vedere ciò che è visibile, ma del mondo che è nascosto agli occhi, sappiamo molto meno.

Il Chair della Fondazione Anton Dohrn e Presidente della Commissione scientifica di Marevivo, Ferdinando Boero, ha descritto come, per il funzionamento delle funzioni vitali degli organismi viventi del nostro pianeta, sia fondamentale mantenere l’equilibrio degli ambienti marini, ormai surriscaldati dall’accumulo di calore che negli anni si è concentrato in esso.

E’ fondamentale comprendere che la vita sulla terra è possibile solo se ci sono gli oceani.

Le correnti oceaniche fredde, che si muovono da una serie di punti geografici precisi, situati negli oceani e nel Mar Mediterraneo, contribuiscono a creare un ricambio che consente agli organismi microscopici che vivono nei fondali marini, di riprodursi e di dare continuità alla catena della vita, attraverso la produzione di ossigeno.

Le previsioni, almeno per il Mediterraneo, sono che se non si conserveranno le condizioni create dalle correnti fredde, il Mar Mediterraneo è destinato a diventare un Mare anossico, senza ossigeno e senza vita.

Il Prof. Fabio Bulleri mostrando i dati degli effetti dannosi del riscaldamento sulle acque oceaniche, ha indicato molti dei progetti di ripristino e di tutela degli ambienti marini, che negli ambienti di ricerca si stanno attuando.

E Andrea Gaion ha accresciuto le nostre ansie, descrivendo gli effetti tossici che il riscaldamento determina.

I metalli, quale rame e mercurio, con il calore crescente, si disperdono negli ambienti marini e contribuiscono alla contaminazione dei pesci e degli organismi che vivono nel mare.

I relatori ci hanno introdotto alla comprensione del concetto di sostenibilità, definendo le azioni umane sostenibili quando esse non diminuiscono il capitale naturale della terra.

Ancora una volta unanime l’impegno, gli umani dovrebbero riuscire a dare uno stop ai comportamenti che contribuiscono ad aumentare il climate change.

Una statistica calcolata dal Global Footprint Network, calcola ogni anno quanto abbiamo consumato delle risorse della terra.

Dobbiamo trovare nuovi modi che ci consentano di mantenere il nostro sistema di vita senza andare a diminuire il capitale naturale del pianeta.

Le azioni sembrano raggiungibili: ridurre il consumo di acqua, scegliere detersivi e cosmetici ecologici, evitare lo spreco di cibo, ridurre l’uso della plastica, ridurre l’uso di combustibili fossili e passare alle energie rinnovabili, adottare i principi di economia circolare, smaltire bene i rifiuti e limitare l’uso degli imballaggi.

Piccole cose, ma che saranno determinanti per aiutare il pianeta.

E, seguendo le raccomandazioni, non dimentichiamo che la natura si evolverà anche senza di noi, è il nostro mondo che, se continuiamo così, non potrà sopravvivere.